Come è noto, la Giunta Regionale Abruzzese ha approvato, in questi giorni, la riforma dell’addizionale regionale IRPEF che, a partire dal 2025, introduce aliquote differenziate per scaglioni di reddito.
Questa riforma della ripartizione delle risorse del Fondo sanitario nazionale, che attualmente è procapite e penalizza regioni come la nostra, con territorio montuoso e con una bassa densità di popolazione, poteva essere senz’altro evitata attraverso una più lungimirante programmazione, nel tempo, mettendo in campo delle scelte che contemplassero, ad esempio, la realizzazione di Dipartimenti d’emergenza e accettazione di II livello con conseguente potenziamento della rete socio sanitaria territoriale e miglioramento del servizio sanitario regionale oggi carente, come emerge dai dati della mobilità passiva sanitaria degli ultimi anni.
Rispetto quindi al passato, la pressione fiscale è sensibilmente aumentata (1.5% circa) per il secondo scaglione di reddito, all’interno del quale rientrano integralmente, anche la maggior parte dei finanzieri della Regione Abruzzo.
Il suddetto incremento, pertanto, è un ulteriore indebolimento del potere d’acquisto per la nostra categoria, già colpita da salari non elevati o che comunque non hanno recuperato l’inflazione degli ultimi anni, neanche con i recenti e insufficienti aumenti contrattuali, nonchè da un lievitare costante del costo della vita.
“In Abruzzo pagherà di più solo chi può permetterselo, una scelta concreta per rafforzare i principi di equità e giustizia sociale. Questa riforma dimostra che è possibile coniugare rigore e giustizia sociale” – sono queste le parole del Presidente Marsilio tese ad un fisco più giusto ed equo.
La scrivente Organizzazione Sindacale si chiede, di contro, se è congruo e socialmente equo aggredire, ancora una volta, un’ampia platea di lavoratori dipendenti, tra questi gli appartenenti al comparto difesa e sicurezza, i quali non possono sottrarsi ai propri obblighi fiscali, nella considerazione cristallina che li vede già contribuire, in maniera più che proporzionale, alla spesa pubblica, anzichè mettere in atto, nel tempo e con le necessarie e attente politiche gestionali, una più oculata azione di utilizzo e controllo della spesa sanitaria?
Purtroppo, come capita spesso, anche in tante altre regioni, questi sono mali che arrivano da lontano e che si protraggono negli anni generando e accumulando eccessi di spesa, a prescindere da chi governi, ma che poi, puntualmente, gli effetti deleteri ricadono sulle tasche dei cittadini.
Lo dichiarano Roberto Lombardi, Segretario Interregionale SIAF Abruzzo e Molise ed Eliseo Taverna – Segretario Generale Nazionale SIAF. .………….. Clicca qui e scarica la versione PDF