Editoriale della Segreteria Nazionale SIAF – Sindacato Italiano Autonomo Finanzieri
Troviamo di cattivo gusto, oltreché controproducente per il giovane processo di sindacalizzazione, apprendere dal web l’esistenza, pubblica, di alcune discutibili affermazioni (che, talvolta, ricordano un noto personaggio interpretato amabilmente dal Maestro Alberto Sordi) attraverso le quali si correrebbe il serio e concreto rischio di mortificare se non addirittura sfregiare, contemporaneamente, il “pluralismo di idee democratiche” e “l’immagine, l’onore e la reputazione di sigle regolarmente iscritte negli albi ministeriali” dei Dicasteri di riferimento, che lavorano, tutti i giorni, al pari di ogni altra sigla, per tutelare i Colleghi. Ci si aspetta, quindi, un netto cambio di rotta (e un maggiore senso di responsabilità da parte di chi esterna, pubblicamente, certi pensieri “ambigui ed a tratti anche offensivi”), giacché, diversamente, tale contegno potrebbe andare a detrimento della fragile “coreografia sindacale” in atto, con insanabili riverberi negativi, per ogni sodalizio e per l’intero processo di sindacalizzazione. Ferma restando l’evidenza che la “rappresentatività” è un dato temporaneo, variabile ed in continua evoluzione (gli iscritti in GdF sono circa 8000 su 59000 appartenenti) ci si attende che vengano, invece, seguiti, in via trasversale, i sani principi del rispetto, dell’equilibrio, della continenza verbale, soprattutto da parte di chi, peraltro, oggi risulta rappresentativo solo per una mera questione temporale. Il SIAF “rappresenta e tutela”, comunque e in ogni sede, gli interessi dei Finanzieri e lo fa con forza, credibilità e determinazione e intende farlo in modo proficuo, sereno, costruttivo ed educato, rinnegando ogni forma di verosimile e malcelato attacco alla dignità di altre sigle (o singoli rappresentanti di esse), nell’intima convinzione che TUTTE le sigle dovrebbero essere mosse esclusivamente da comuni intenti, per migliorare le condizioni di lavoro dei Finanzieri, di ogni ordine e grado, con positivi risvolti anche sulla sfera familiare degli stessi e sulla collettività.
A questo riguardo, la triste vicenda dell’indecorosa accoglienza riservata ai Colleghi impiegati nel G7 di Brindisi ha dimostrato l’importanza e l’efficacia delle azioni sindacali, attraverso le quali sono stati tempestivamente chiamati in causa, pur non avendo la responsabilità dell’organizzazione e della logistica, il Comando Generale e il Comando Regionale Puglia, i quali si sono subito attivati, in raccordo con la Prefettura, assicurando, in tempi rapidi, la disponibilità di alloggi adeguati presso la Legione Allievi e negli hotel del comprensorio (ovviamente a spese dello Stato). Chi ha pensato, quindi, di mettere in atto eventuali azioni populistiche, parlando alla pancia dei colleghi che in quelle fasi difficili stavano vivendo momenti di difficoltà e disagio, avrebbe fatto bene, a nostro avviso, ad evitarlo. Questo rappresenta il nostro pensiero, il nostro modo di concepire il ruolo, agire, rivendicare e tutelare i diritti dei finanzieri con credibilità e, all’occorrenza, con forza e determinazione. Un’impostazione dell’agire quotidiano che professa il dialogo, il confronto, la collaborazione costante, la chiarezza delle azioni, anche tra diverse sigle sindacali, poiché il leitmotiv resta esclusivamente il benessere professionale dei Finanzieri. Riteniamo di dover impiegare le nostre forze e risorse per tutelare realmente il personale e non certo per raccogliere provocazioni o scivolare in diatribe sterili che non ci appartengono. Con l’auspicio che questo pensiero venga interpretato nello stesso senso che ha per gli autori, scevro da ogni distorsione campanilistica che, sin d’ora, viene respinta.
La Segreteria Nazionale SIAF – Sindacato Italiano Autonomo Finanzieri